Selen cammina a passi lenti sul marciapiede bagnato, la giacca nera che trattiene il mondo. È notte a Napoli: lampioni come lune gialle riflettono sui sampietrini, e l’aria porta l’odore di fritto e salsedine. Nel bar all’angolo qualcuno canta a bassa voce una canzone di sceneggiata, quelle note che sembrano aprire ferite antiche e poi, come per miracolo, ricucirle.